La vita gioca con me

Grossman David

Mondadori (2019)
21 €
 9788804719793

"Tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina... Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili, e la venerazione immutata di Rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che Nina non abbia intenzione di fuggire via; ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in Iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di Milos, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando Milos è stato sbattuto in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di Goli Otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, Nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato Vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane Ghili. Il viaggio di Vera, Nina, Ghili e Rafi a Goli Otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta. Con "La vita gioca con me" David Grossman ci ricorda che scegliere significa escludere e vivere è un continuo, maldestro tentativo di ricomporre.
@monica veronesi
14 luglio 2020
David Grossman ha preso spunto da una vicenda e da una donna ebrea jugoslava realmente esistita. Una famiglia allargata che si reca da Israele nei luoghi dove la matriarca Vera, ormai novantenne, ha vissuto gli orrori della guerra e dei gulag jugoslavi di Tito. Le tre figure femminili sono al centro della narrazione, verità non dette che hanno costruito muri di incomprensioni, verità talmente drammatiche difficili da elaborare. Rapporti madre figlia complessi che richiedono solo la forza e la volontà del chiarimento.
@enzocortina
14 gennaio 2020
Scegliere vuol dire escludere. Escludere vuol dire sapere perché.
@mariagrazia
12 novembre 2019
Tre donne la cui vita è stata determinata da una scelta iniziale, anch 'io come Nina desideravo sapere di più.!!